lunedì 27 luglio 2020

Isolati. Recensione #98

Salve lettori! Sono ritornata dal mio meraviglioso viaggio a Nawataee, la meravigliosa ambientazione del romanzo "Isolati". Faccio ancora i miei più sinceri complimenti all'autrice e la ringrazio ancora per aver donato alla nostra iniziativa una copia del suo libro. Isolati è pronto a ripartire per la sua seconda tappa. 

Titolo: Isolati
Autrice: Iris Bonetti
Genere: Avventura
Anno: 2020
Link D'Acquistohttps://www.amazon.it/Isolati-Iris-Bonetti/dp/B082PQ71XS

Trama: Cinque uomini e una donna, uno scrittore irlandese, un chirurgo francese, uno studente spagnolo, un poliziotto canadese, un narco trafficante messicano e un’aspirante attrice americana si trovano su un volo diretto in Indonesia, che fatalmente precipita nel mezzo dell’Oceano Indiano. Naufragano sulle spiagge di un’isola sconosciuta dove, andando alla ricerca dei superstiti, si incontrano. Da quel momento lottano per sopravvivere affidandosi unicamente alle loro forze. Emergono le loro capacità, debolezze e istinti, insieme al vissuto che ognuno si porta dentro e che condiziona le loro azioni, fino a offuscare il confine tra il bene e il male. Avril, unica donna, costretta a subire queste dinamiche decide di fuggire, scoprendo così che non sono soli: una tribù di selvaggi compie dei macabri rituali nella giungla. La spiaggia non è più un luogo sicuro e sono quindi costretti a cercarne un altro, addentrandosi nella foresta e affrontando innumerevoli insidie. Tuttavia non sanno che l’isola nasconde ben altro. Demoni oscuri, i maduk, narrati nelle melopee degli indigeni, vivono nelle viscere di quella terra. Un mistero cupo e minaccioso che giunge dal passato e che cala inatteso su tutti loro. Orrore e coraggio, vita e morte si miscelano con l’amore e la passione, sentimenti che man mano coinvolgono i protagonisti in un intenso rapporto che li lega fino alla fine. Un romanzo appassionante dall’inizio all’epilogo, che pagina dopo pagina sedurrà il lettore.

Ammetto che questo genere di libri si discosta molto dalla mia comfort zone. Ogni tanto ci vuole cambiare un po', anche se non sempre si rivela un successo.
In questo caso, però, la lettura è stata davvero entusiasmante.

"Quella terra aveva vinto tutte le battaglie contro il progresso e vedeva le loro vite come un'anomalia."

C'è da dire che Nawataee mi ha praticamente richiamata, un po' come Jumanji: non appena ho visto il libro mi sono subito sentita attirata dal romanzo.
Le sensazioni non si sbagliavano, perchè mi ha coinvolta totalmente. La storia dei protagonisti ti prende fin dalle prime pagine e ti rende un "isolato" a tua volta.

"Non c'era una parola che conosceva nel loro idioma per finto. Tra quel popolo che viveva di ciò che vedeva e faceva, non c'era spazio per il concetto di falso."

Si tratta di un romanzo avvincente, ricco di colpi di scena che si svolge in un climax crescente di emozioni. La prima parte è un po' più lenta, ma necessaria per conoscere bene tutti i protagonisti e per sottolineare in effetti che spesso si può essere "isolati" anche se circondati da tante persone. Poi, dopo l'incidente aereo il ritmo aumenta sempre di più, fino alle ultime pagine che chiuderanno il cerchio e dove tutto avrà senso.

La crescita dei personaggi è coerente, mai surreale, le loro scelte giuste o sbagliate sono contestualizzate.Spesso mi ritrovavo a chiedere: cosa avrei fatto io in quel caso? Portandomi a riflettere su diversi aspetti fondamentali della vita insieme a loro: l'amore, gli istinti, la sopravvivenza, l'odio.

"Quando mi volterò indietro non vedrò più una terra isolata nell'oceano, ma soltanto il volto dell'unica donna che abbia mai amato."

Sono uscita da questa lettura un po' cambiata, è l'effetto dell'isola che ha un'anima pura. Perchè l'autrice vi farà sentire parte di loro; proverete le stesse emozioni, lo stesso dolore e lotterete fianco a fianco con i protagonisti.

"U mà samè tada na i saywanee, tu mo anùma."

Un libro travolgente che miscela fantasia, leggende e fatti storici e che accompagna il lettore alla ricerca di una parte di sè.

1 commento:

  1. E' il libro più coinvolgente che ho letto nell'ultimo anno e si sfida con Saramago, Stevenson, Tuti, Ardone, Cognetti e altri.

    RispondiElimina

Review Party - Tutto troppo complicato

Grazie alla  Newton Compton Editori  oggi partecipo al  Review Party  dedicato al libro “Tutto troppo complicato” di Anna Premoli. Ho avuto,...