Sono tornata
con una nuova recensione. Prometto di essere più costante questa settimana!
Oggi vi
presento un bellissimo libro : “ Il diavolo in testa” di Andrea Fedeli.
Non è niente
di esoterico, si tratta di un bellissimo romanzo che parla di una grande amicizia,
affrontando il problema delicato e sempre contemporaneo (purtroppo) della
droga.
Il libro è
ambientato in un paesino di provincia, dove si conoscono tutti. Luca e Mattia
sono amici da sempre, di quelli inseparabili. Tuttavia, come tutti sappiamo, l’adolescenza
non è proprio un periodo facile; si
trovano ad affrontare continui cambiamenti e nuove scoperte: il proprio corpo,
il sesso e ,purtroppo, la droga. La loro amicizia sarà così forte da abbattere i
muri e le dipendenze, create da questo mostro chiamato “droga”?
So che lo
dico spesso, ma adoro le descrizioni e in questo libro l’autore sa giocarci
perfettamente, creando uno stilo e un ritmo unico. E’ in grado di
teletrasportarti nella camera di Luca o nella cucina di Marta in un attimo, con
rumori, atmosfera e profumi/cattivi odori, compresi!
Mi è
piaciuto molto non solo la scrittura dell’autore, ma soprattutto il modo con
cui viene affrontato il tema e sono stata davvero onorata e felice di aver
avuto quest’opportunità, perché la lettura di questo libro ha dato spunti a
diversi dibattiti in casa. Sono contenta che si parli di questo argomento
ancora oggi, che lo si avverte ancora come un problema (che si presenta sempre
più precocemente nella vita dei giovani) e non come strumento di potere e
orgoglio da condividere con gli amici.
Spero un
giorno di riuscire a realizzare il mio sogno, quello di avere una classe tutta
mia, per poter inserire nel percorso didattico questo meraviglioso romanzo, perché
consiglio a tutti di leggerlo.
I grandi
riusciranno a guardare pare del mondo ( spesso in crisi ) degli adolescenti dai
loro occhi e i ragazzi vedranno il loro stesso mondo dall’esterno e magari
riusciranno a carpire qualche bell’insegnamento : il valore della famiglia,
dell’amicizia, dell’amore e ,soprattutto, della vita.
Vi lascio
con questa meravigliosa ricetta che per me ha sempre il sapore e il profumo di
casa:
“Poi era la volta dell’acqua per la pasta
che ribolliva borbottando fastidiosamente sul fornello, … e del sugo! Francava
partiva sempre da una base di cipolla rossa aprendone le interiora stratificate
di bianco quarzo, spugnoso e pungentemente profumato, che irritava gli occhi e
li faceva lacrimare persino a distanze considerevoli. Cadeva friggendo e
dorando sul piano antiaderente del tegame e riprofumava la stanza d’un odore
nuovo e irresistibile che ti metteva fame appena inondava la cucina sin quasi
il salotto.[…]
Così prendeva i pomodori rossi, quelli che
sembrano quasi una pera, e li raccoglieva un poco impacciata nel grembiule. Li
sciacquava sotto l’acqua in uno sciabordio affrettato e chiassoso per poi
passarli in quel congegno infernale che li pressava più e più volte fino a
farne ricadere gocciando il succo rosso come il sangue d’un arteria. Franca
rigirava la manovella parlando con la figlia, fermandosi di tanto in tanto per
ripulire i bordi metallici con la forchetta e rigirarne i brandelli sfuggiti perché
anch’essi si trasformassero in rosso sangue.”
Grazie
ancora all’autore per questa bellissima opportunità.
Buona
lettura.
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