Salve a tutti, benvenuti o bentornati sul mio blog, oggi
vorrei parlarvi della mia ultima lettura : “Aspettami fino all’ultima pagina”
di Sofia Rhei.
TRAMA: Silvia ha quasi quarant’anni, vive e lavora a
Parigi e ha una relazione difficile con Alain, un uomo sposato che da mese le
racconta di essere sul punto di lasciare la moglie. Dopo tante promesse, sembra
che lui si sia finalmente deciso, ma la fatidica sera in cui dovrebbe
trasferirsi da lei, le cose non vanno come previsto. E Silvia, in una spirale
di dolore e umiliazione, decide di farla finita con quell’uomo falso e
ingannatore e di riprendere in mano la sua vita. Alain però non si dà per
vinto, e Silvia non è abbastanza forte da rimanere indifferente alle avances
dell’uomo che ama. Dopo giorni e notti di disperazione viene convinta dalla sua
migliore amica a fare visita a un bizzarro terapeuta, il signor O’Flahertie,
che sembra sia capace di curare le persone con la letteratura. Grazie ad autori
come Oscar Wilde, Italo Calvino, Gustave Faluber, Mary Shelley, e al potere
delle loro storie, Silvia comincia a riflettere su chi sia realmente, su quali
siano i suoi desideri più profondi e su cosa invece dovrebbe eliminare dalla
sua vita.
Era veramente da tantissimo tempo che
desideravo acquistare o scambiare questo libro e finalmente, grazie a due buoni
della Feltrinelli, mi sono decisa a prenderlo.
Il libro ha una copertina bianca e per questo
ho deciso di leggerlo proprio durante questo mese, poiché sto partecipando alla
#7ragazze1bookchallenge.
Se ne volete sapere di più passate in uno di
questi blog :
Ho letto il libro in pochi giorni e ne sono
rimasta davvero delusa!
Il libro è un insieme di clichè : l’amante “perfetta”
convinta di essere meglio della moglie, la moglie ferita che si vendica sull’amante,
il marito bugiardo che non sa prendersi le sue responsabilità.
Tuttavia, il libro dovrebbe incentrarsi sull’influenza
positiva che i libri possono avere sui lettori.
Dico dovrebbe, perché non è affatto così!
Innanzitutto per arrivare al punto della
terapia con i libri ci vogliono svariati capitoli ( se non sbaglio più di 70
pagine su 250 circa ), ma poi in realtà i libri sono piuttosto dettagli che
passano notevolmente in secondo piano.
Lo stile della scrittrice non è male; la
lettura, infatti, risulta scorrevole; è invece sbagliato il ritmo della storia,
che è davvero molto lento.
Anche i personaggi sono stati ideati in
maniera sbagliata, poiché vogliono eccessivamente incarnare il proprio difetto
: per esempio, la protagonista che è l’amante, risulta a tratti patetica e
priva di volontà. Lo stesso terapeuta che sarebbe dovuto essere un protagonista
alla pari di Silvia, a mio avviso, si scopre addirittura il fantasma di Oscar
Wilde. Ciò mi ha destabilizzato e mi lasciato l’amaro in bocca.
Potrei dire, quindi, che il libro è carino e
che ha un gran potenziale, ma ha davvero molti difetti.
Vi lascio con una citazione e vi auguro una buona
lettura.
“Siamo tutti
Frankestein . Affinchè risulti evidente, basta guardarsi nello specchio giusto.
Siamo pezzi di cose diverse, ciascuno di noi ha parti che sono morte e poi
rinate. Occultiamo qualcosa, ci nascondiamo, e in tante situazioni ci spaventa
mostrare come siamo fatti realmente. “
Nessun commento:
Posta un commento