sabato 13 gennaio 2018

Aspettami fino all'ultima pagina. Recensione #16



Salve a tutti, benvenuti o bentornati sul mio blog, oggi vorrei parlarvi della mia ultima lettura : “Aspettami fino all’ultima pagina” di Sofia Rhei.

TRAMA:  Silvia ha quasi quarant’anni, vive e lavora a Parigi e ha una relazione difficile con Alain, un uomo sposato che da mese le racconta di essere sul punto di lasciare la moglie. Dopo tante promesse, sembra che lui si sia finalmente deciso, ma la fatidica sera in cui dovrebbe trasferirsi da lei, le cose non vanno come previsto. E Silvia, in una spirale di dolore e umiliazione, decide di farla finita con quell’uomo falso e ingannatore e di riprendere in mano la sua vita. Alain però non si dà per vinto, e Silvia non è abbastanza forte da rimanere indifferente alle avances dell’uomo che ama. Dopo giorni e notti di disperazione viene convinta dalla sua migliore amica a fare visita a un bizzarro terapeuta, il signor O’Flahertie, che sembra sia capace di curare le persone con la letteratura. Grazie ad autori come Oscar Wilde, Italo Calvino, Gustave Faluber, Mary Shelley, e al potere delle loro storie, Silvia comincia a riflettere su chi sia realmente, su quali siano i suoi desideri più profondi e su cosa invece dovrebbe eliminare dalla sua vita.

Era veramente da tantissimo tempo che desideravo acquistare o scambiare questo libro e finalmente, grazie a due buoni della Feltrinelli, mi sono decisa a prenderlo.
Il libro ha una copertina bianca e per questo ho deciso di leggerlo proprio durante questo mese, poiché sto partecipando alla #7ragazze1bookchallenge.
Se ne volete sapere di più passate in uno di questi blog :

Ho letto il libro in pochi giorni e ne sono rimasta davvero delusa!
Il libro è un insieme di clichè : l’amante “perfetta” convinta di essere meglio della moglie, la moglie ferita che si vendica sull’amante, il marito bugiardo che non sa prendersi le sue responsabilità.
Tuttavia, il libro dovrebbe incentrarsi sull’influenza positiva che i libri possono avere sui lettori.
Dico dovrebbe, perché non è affatto così!
Innanzitutto per arrivare al punto della terapia con i libri ci vogliono svariati capitoli ( se non sbaglio più di 70 pagine su 250 circa ), ma poi in realtà i libri sono piuttosto dettagli che passano notevolmente in secondo piano.
Lo stile della scrittrice non è male; la lettura, infatti, risulta scorrevole; è invece sbagliato il ritmo della storia, che è davvero molto lento.
Anche i personaggi sono stati ideati in maniera sbagliata, poiché vogliono eccessivamente incarnare il proprio difetto : per esempio, la protagonista che è l’amante, risulta a tratti patetica e priva di volontà. Lo stesso terapeuta che sarebbe dovuto essere un protagonista alla pari di Silvia, a mio avviso, si scopre addirittura il fantasma di Oscar Wilde. Ciò mi ha destabilizzato e mi lasciato l’amaro in bocca.
Potrei dire, quindi, che il libro è carino e che ha un gran potenziale, ma ha davvero molti difetti.
Vi lascio con una citazione e vi auguro una buona lettura.


“Siamo tutti Frankestein . Affinchè risulti evidente, basta guardarsi nello specchio giusto. Siamo pezzi di cose diverse, ciascuno di noi ha parti che sono morte e poi rinate. Occultiamo qualcosa, ci nascondiamo, e in tante situazioni ci spaventa mostrare come siamo fatti realmente. “

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