giovedì 22 febbraio 2018

Il lato positivo. Recensione #25


Salve a tutti lettori, bentornati nel mio blog. Oggi vi racconto una storia singolare.
Da diversi anni ero alla ricerca del libro “Il lato positivo” di Matthew Quick, poiché ho adorato l’omonimo film del 2012 diretto da David O. Russell, con protagonisti Bradley Cooper, Jennifer Lawrence e Robert De Niro.
Finalmente l’ho trovato e appena ne ho sentito il bisogno ho letto il libro.. con mia grande delusione.

TRAMA: Pat Peoples è convinto che la sua vita sia un film prodotto da Dio. La sua missione: diventare fisicamente tonico ed emotivamente stabile. L'inevitabile happy end: il ricongiungimento con la moglie Nikki. Questo ha elaborato Pat durante il periodo nel 'postaccio', la clinica psichiatrica dove ha trascorso un tempo che non ricorda, ma che deve essere stato piuttosto lungo... Infatti, ora che è tornato a casa, molte cose sembrano cambiate: i suoi vecchi amici sono tutti sposati, gli Eagles di Philadelphia hanno un nuovo stadio ma, soprattutto, nessuno gli parla più di Nikki, e anche le foto del loro matrimonio sono scomparse dal salotto. Dov'è finita Nikki? Come poterla contattare, chiedere scusa per le cose terribili che le ha detto l'ultima volta che l'ha vista? E come riempire quel buco nero tra la litigata con lei e il ricovero nel postaccio? E, in particolare, qual è la verità? Quella che ti fa soffrire fino a diventare pazzo, o quella di un adorabile ex depresso affetto da amnesie ma colmo di coraggiosa positività? Pat guarda il suo mondo con sguardo incantato, cogliendone solo il bello, e anche se tutto è confuso, trabocca di squinternato ottimismo, fino all'imprevedibile finale.

Credo che il mio errore, sicuramente, sia stato quello di ricercare il libro dopo aver visto e rivisto, oltre che adorato, il film .
A mia discolpa, ero assolutamente convinta  che  la filosofia di base del film trascritta avrebbe reso ancora di più .

“Il mondo ti spezza il cuore in ogni modo immaginabile, questo è garantito. Io non so come fare a spiegare questa cosa, né la pazzia che è dentro di me e dentro gli altri, ma indovinate un po'? Domenica è di nuovo il mio giorno preferito! Penso a tutto quello che gli altri hanno fatto per me e mi sento tipo... Uno molto fortunato!”

“Excelsior!
Lo sai cosa farò? Prenderò tutta questa negatività e la userò come carburante per trovare il lato positivo. È questo che farò e non è una stronzata. Non è una stronzata, ci vuole impegno e questa è la verità.”

“Fammi dire una cosa, devo dire una cosa. Ecco cosa credo sia la verità, ecco cosa ho imparato in ospedale: uno deve fare tutto quello che può, deve impegnarsi al massimo. Se fai così, se rimani positivo vedrai spuntare il sole tra le nuvole.”

Ebbene, queste meravigliose frasi, concetti e pensieri c’è ben poca traccia.
Il “lato positivo” o comunque lo sforzo del personaggio di migliorarsi, viene ripetuto più volte con le stesse frasi e quindi l’autore non riesce a dare, secondo il mio punto di vista, il vero senso del percorso di autoformazione che Pat sta affrontando.

La storia viene rallentata e resa quasi noiosa da diversi ( io direi troppi ) capitoli che parlano di football americano ( anche in questo ci sono diverse ripetizioni ).
Nel film fortunatamente queste parti vengono alleggerite.
Capisco l’importanza di questi momenti, poiché è l’unico legame con il padre, ma eccedere come sempre non porto ad ottimi risultati.

Inoltre, la parte del duro allenamento per la famosa gara di ballo con Tiffany viene riassunta con breve flash in 4/5 pagine definite dallo stesso protagonista che parla in prima persona “un montaggio del suo mini film per non annoiare il lettore”.
La carrellata di immagini che dimostrano il duro lavoro di Pat avviene anche nel film, ma è chiaro che ha un altro impatto sul telespettatore.

Nel libro, invece, avrei preferito che venisse sottolineato la fatica e l’importanza per Pat di poter finalmente risentire e semmai ricongiungersi alla moglie.

Credo di aver assegnato 3/5 stelline al libro solo per la passione che ho per questo film.
Concludendo , vi consiglio la visione del film, mentre, lascerei perdere il libro, poiché anche a livello psicologico i protagonisti non credo sia curati perfettamente.
Anzi spesso risultano eccessivamente fastidiosi.

Voi l’avete letto? Avete visto il film?
Fatemelo sapere nei commenti.

A presto.

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