Buongiorno lettori e bentornati nel mio Salotto Emergente, la rubrica del venerdì dedicata alla presentazione di nuovi autori.
Oggi conosciamo meglio la scrittrice Carmen Cillo
Se ne volete sapere di più vi rimando al link della recensione :
http://portolibresco.blogspot.it/2018/05/centro-citta-rrecensione-42.html
Parliamo un po’ di Te , dove sei nata e cresciuta?
http://portolibresco.blogspot.it/2018/05/centro-citta-rrecensione-42.html
Parliamo un po’ di Te , dove sei nata e cresciuta?
Sono nata a cresciuta ad Avellino, dove abito tutt'ora.
Quando è nata la tua passione per la scrittura?
Scrivo da quando avevo sette anni, riempivo quadernini con poesie. Ho sempre scritto per gli altri, non ho mai avuto un diario personale. Mi ritengo un'autrice non perché ho pubblicato delle opere, ma perché ho dei lettori. L'idea di avere qualcuno a cui fare compagnia, raccontare qualcosa, magari quel qualcosa che l'altro ha proprio bisogno di leggere, una frase in particolare forse che gli fa riconsiderare una questione importante, cambiare un parere, o magari poter essergli di conforto, questo mi ha avvicinato alla scrittura, il vederla come un mezzo e non solo un semplice fine.
Cosa ha ispirato la scrittura del tuo romanzo "Centro Città"?
Mi hanno aiutata i marciapiedi...
"Centro Città" nasce poco più di un anno fa come saggio breve, per dimostrare la somiglianza verbi "pensare" e "camminare". Impostato come una passeggiata, era un dibattito tra Cartesio ed Hobbes in una "città immaginaria". Nel creare questo luogo, che doveva essere solo uno sfondo, per inventare metafore efficaci, studio meglio il lessico architettonico. Poi elimino la figura di Hobbes e mettere a paragone i verbi "pensare" ed "architettare". Concludo la stesura. Rileggendo, non sono soddisfatta. Con l'arrivo dell'estate, accantono il lavoro. In città, proprio in quel periodo, terminano i lavori di costruzione di nuovi marciapiedi, che abbelliscono, rendendo soprattutto piú sicura una strada, da me usata spesso come scorciatoia. Penso di dover fare lo stesso con il mio romanzo: una bella ristrutturazione. Insistere sullo scontato aspetto architettonico della filosofia, non mi convince più. Ecco l'idea di un Cartesio, che diventa un filosofo nuovo, come un ingegnere che "ripavimenta le strade" al servizio della comunità, egli mette il suo ingegno filosofico a servizio di una sovrana, facendo i conti con un ambiente rigidissimo, portando il suo progetto didattico, a testa alta, fino alla fine.
"Centro Città" nasce poco più di un anno fa come saggio breve, per dimostrare la somiglianza verbi "pensare" e "camminare". Impostato come una passeggiata, era un dibattito tra Cartesio ed Hobbes in una "città immaginaria". Nel creare questo luogo, che doveva essere solo uno sfondo, per inventare metafore efficaci, studio meglio il lessico architettonico. Poi elimino la figura di Hobbes e mettere a paragone i verbi "pensare" ed "architettare". Concludo la stesura. Rileggendo, non sono soddisfatta. Con l'arrivo dell'estate, accantono il lavoro. In città, proprio in quel periodo, terminano i lavori di costruzione di nuovi marciapiedi, che abbelliscono, rendendo soprattutto piú sicura una strada, da me usata spesso come scorciatoia. Penso di dover fare lo stesso con il mio romanzo: una bella ristrutturazione. Insistere sullo scontato aspetto architettonico della filosofia, non mi convince più. Ecco l'idea di un Cartesio, che diventa un filosofo nuovo, come un ingegnere che "ripavimenta le strade" al servizio della comunità, egli mette il suo ingegno filosofico a servizio di una sovrana, facendo i conti con un ambiente rigidissimo, portando il suo progetto didattico, a testa alta, fino alla fine.
Da dove è partita la tua ricerca?
La mia ricerca parte dai miei studi filosofici e da esperienze vissute: conversazioni con amici o familiari e ricordi d'infanzia. Ho provato anche io emozioni simili a quelle del protagonista e per raccontarle in terza persona, mi sono guardata dentro. È stata anche una ricerca interiore.
Come mai hai scelto questa copertina ?
Il piano cartesiano rappresenta la ragione ed il cuore i sentimenti, è a metà perché essi hanno una logica solo per metà. L'altra parte del cuore è fatta da tutte quelle cose e persone che amiamo senza logica, senza misura e che perciò non si può disegnare.Come mai hai scelto questa copertina ?
Perché hai scelto proprio il filosofo Renato Cartesio?
Perché è portatore di un concetto che mi sta a cuore e definirei come "apriorismo". Oggi si ragiona in termini opposti, di "aposteriorismo", la teoria classica del "prova e poi decidi". Con il senno di poi è tutto più facile. La vera difficoltà sta nel capire prima le situazioni, le persone, anche se stessi. Il razionalismo, la corrente di cui Cartesio è pioniere, credo vada rivalorizzata quanto l'Empirismo, che a mio parere non ne é un superamento. I due atteggiamenti sono complementari: é vero che dalle esperienze s'impara, ma bisogna anche saper riconoscere dei principi che a prescindere valgono e devono guidare le nostre azioni, per non cadere in un vuoto relativismo. Penso che le personalità più giovani possano imparare molto da questo personaggio, capace di insegnare quanto sia necessario avere delle certezze, in una vita di dubbi. Gli adolescenti sono di per sé spiriti ribelli, in quella fase rivoluzionaria, alle prese con la ricerca di se stessi: Cartesio può essere un esempio a cui ispirarsi.
Il tuo romanzo piacerà sicuramente a tutti quei lettori che…
Piacerà a quei lettori che si sentono smarriti e vogliono rimettere se stessi al centro, essere per sé stessi "Centro Città".
Oltre a essere una scrittrice, sei anche una lettrice? Se sì, quale romanzo definiresti senza dubbio il tuo preferito?
Mi piace leggere classici della filosofia, saggistica principalmente. Leggo più per informarmi che per diletto, adoro i manuali, sono per me fonte di idee ed un modo per arricchire il mio lessico. Un autore che reputo speciale é Paolo Pagliuca: ho avuto l'onore di incontrarlo anni fa, mi ha regalato il suo libro "Paolo 1- Linfoma 0" . Il titolo lascia intuire il contenuto: sono pagine toccanti, capaci di lasciare segni indelebili. Edizioni Il Papavero, a cura di Marco Grasso, ne consiglio la lettura.
Quale messaggio vuoi inviare al lettore con questo tuo romanzo?
Il messaggio é sintetizzato nella massima di S.Agostino "In te ipsum redi" : resta dentro te stesso, che non è affatto un'esortazione alla solitudine, ma a non dimenticarsi di sé, dei propri sogni, progetti, anche a fidarsi di sé, imparare a non appoggiarsi sempre agli altri, è necessario per crescere.
Un invito a guardarsi dentro, a conoscersi meglio, a rispettarsi, non sottovalutarsi mai.
Un invito a guardarsi dentro, a conoscersi meglio, a rispettarsi, non sottovalutarsi mai.
Se dovessi scegliere un piccolo estratto, una parte che ti sta a cuore o un semplice aforisma del tuo romanzo, quale sceglieresti?
"Filosofia non è grattarsi la barba e dire cose difficili, ma pavimentare i marciapiedi, asfaltare, avere la mentalità del rinnovare, lavorare per offrire agli altri una versione nuova e migliore delle solite vecchie strade."
Hai scritto altri libri?
IdeAli - PensaEditore (2015), è presente un mio racconto nella raccolta "Racconta che ti passa" - ElisonPublish (2016) ed ho pubblicato dalle poesie per il catalogo d'arte "La Corte dei Sognanti" dell'artista Andrea Stella (2018). Ho altri lavori, per così dire "in cantiere"...
Nessun commento:
Posta un commento