mercoledì 11 luglio 2018

Il Pianeta Tv. Recensione #50

Buongiorno Lettori, oggi vi parlo di un saggio molto interessante, che vi avevo già segnalato qualche giorno fa.


Titolo: Il Pianeta Tv

Autore: Leandro Castellani
Editore: Caravaggio Editore
Pagine: 170
Prezzo: 10 

"La televisione italiana ha quasi sessant'anni : già oltre mezzo secolo di vita. Nasce ufficialmente il 3 gennaio 1954 con una cerimonia d'inaugurazione trasmessa alle undici di mattina."

Probabilmente il mio interesse per la sociologia, in generale, e per i mass media, in particolare, hanno influenzato fortemente il mio giudizio.

La tesi della triennale, infatti, trattava dell'importanza dei nuovi e dei vecchi mezzi di comunicazione e di quale impatto avessero sulla vita quotidiana.

Con questo saggio non solo l'autore tenta di schematizzare e sintetizzare la storia della televisione come elettrodomestico ( storia di cui sono venuta a conoscenza solo oralmente da mio padre, appassionato di elettronica ) , ma studia anche l'evoluzione dei canali televisivi, dei programmi mandati in onda e l'utilizzo che l'uomo nel corso del tempo ne ha fatto.

"Ad esempio per molte famiglie, specie negli strati poveri del Sud, l'acquisto del televisore ha avuto un carattere di assoluta priorità rispetto a quello di altri elettrodomestici quali la lavatrice o il frigorifero. Questo perché tale apparecchio è sembrato garantire a larghi strati popolari [..] la possibilità di sentirsi inseriti in quella società dei consumi percepita come un valore da cui non si voleva restare esclusi e di cui la TV [..] è ancora oggi simbolo e veicolo."

L'autore racconta aneddoti , descrive fenomeni sociologici, culturali e pedagogici in termini semplici e alla portata di tutti.
Inoltre, riflette sull'importanza del linguaggio televisivo come mezzo di comunicazione sociale e sulla trasformazione della pubblicità, via via sempre più invasiva.

"Altra invenzione italiana è Carosello, iniziato nel 1957: un modo originale e non invasivo di fare pubblicità. Infatti, l'esclusiva fascia pubblicitaria di tutta la programmazione televisiva era concentrata in quei dieci minuti serali - peraltro di massimo ascolto - composti di quattro o cinque brevi sketches di due minuti ciascuno, completati da un codino di venta-trenta secondi che pubblicizzava una ditta e un prodotto.

Non starò qui a riassumervi il saggio, ma credo meritino una menzione le regole tratte dal calendario popolare; ognuno di noi dovrebbe stamparle e leggerle spesso ( più volte al giorno se serve ).

1. la TV non è un elettrodomestico come gli altri: va usato a piccole dosi;
2. non di sola TV vive l'uomo;
3. non parcheggiare davanti al televisore i figli: hanno bisogno di adulti con i quali imparare a giudicare ciò che vedono;
4. il telecomando dovrebbe essere usato solo dagli infermi: cambiare canale dopo pochi minuti impedisce di riflettere su ciò che si vede;
5. la stupidità e il cattivo gusto rimangono tali anche sullo schermo televisivo;
6. la pubblicità televisiva è quasi sempre affascinante, ma non sempre è rispettosa dei valori della famiglia;
7. la televisione non deve uccidere la lettura e la conversazione;
8. se la famiglia si annoia, non pensare per prima cosa ad accendere la televisione;
9. gli anziani muti davanti al televisore acceso non comunicano più ai giovani la loro ricchezza di esperienza;
10. ricordati che dietro lo schermo del televisore c'è sempre qualcuno che ha già deciso di farti pensare come lui.

Alla fine del saggio, poi, ritroviamo dei fogli del diario dell'autore che mi hanno molto divertita e  un glossario che permette di conoscere il significato di alcuni termini televisivi che oggi utilizziamo frequentemente.
Insomma, è un saggio interessante, scorrevole e semplice che permette di indagare su un elemento non trascurabile della nostra vita.
Stra-consigliato!

"Recenti statistiche riportano che negli Stati Uniti c'è un ascolto medio familiare di sei ore e mezzo, di cui il 40% passivo. Vale a dire: televisore acceso, ma attenzione assente o discontinua del fruitore. Le attività di svago e di tempo libero pre ed extratelevisive ne risultano profondamente modificate o addirittura trasformate. Diminuito il tempo della conversazione, degli scambi sociali, della lettura dei libri e di giornali, dell'ascolto della radio, diminuita la frequentazione di circoli, ritrovi e teatri come ridotta è anche la cura degli hobbies."

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