sabato 6 ottobre 2018

Il gioco dell'allegria. Recensione #60

Buongiorno lettori, oggi vi propongo un libro divorato in pochissimi giorni.

Titolo: Il gioco dell'allegria
Autore: Francesco Franceschini
Editore: BookABook
Anno: 2018
Pagine:

Descrizione: Un’eccentrica coppia sposata, da anni aperta a orizzonti di morbida promiscuità, si imbatte in un uomo solitario. I tre partono per una località di mare, dove scoprono che un ragazzo è stato appena assassinato. Uno dopo l’altro, al trio si aggiungono nuovi protagonisti, altrettanto singolari, e mentre il gruppo si forma e si scontra, la smania di indagare sul delitto prende il sopravvento. Eccitati ed euforici, si ritrovano invischiati in un tempo nuovo, mai vissuto, in cui paiono dimenticare gli affanni dell’esistenza, assaporando per la prima volta il sentimento dell’immortalità. Ognuno lascia così cadere la propria maschera, svelando segreti fin lì inconfessati.
E mentre le coscienze si alleggeriscono, gli improvvisati investigatori sono sempre più determinati a scoprire l’identità del colpevole. Finché i sospetti non cadono su uno di loro. . . 

Credo che la Book A Book sia ormai diventata la mia casa editrice preferita per professionalità, estetica e soprattutto scelta dei libri.

Ma ora parliamo del libro.

La trama è ben studiata, chiara e scorrevole; vi posso assicurare che vi terrà incollati alle pagine : l'intreccio è strutturato bene e alla fine del libro tutti i nodi vengono al pettine.
Devo dire, però, che il pezzo forte di questo romanzo è la caratterizzazione dei personaggi : unici, grotteschi, quasi assurdi.


Ogni membro del folle gruppetto viene presentato in maniera completa all'interno del libro : capitolo per capitolo, l'autore non solo introduce i personaggi con i loro pregi, difetti e stranezze, ma permette al lettore di conoscerne la storia personale attraverso brevi tuffi nel passato.
Così facendo Franceschini non tralascia nessun dettaglio, giustificando ogni atteggiamento fuori dall'ordinario e creando un perfetto legame tra i vari personaggi e il lettore stesso.

"Scelsero babà di tre tipi: il primo, modello base, austero, senza lussuria e farciture, solo rum, tremolante, un poco pavido quando le tenaglie lo pescavano dalla vetrina. Il pasticciere l'aveva battezzato Don Abbondio. Il secondo, gonfio di crema, spavaldo, lievemente sovrappeso, che sboccava il suo sciroppo d'uovo dai pori come un otre forato : Porthos. E infine il terzo, colmo di panna, osceno, ricordava la tenutaria di un bordello ed era l'unico con un nome femminile : Maria Scheneider."

Lo stile dell'autore mi ha ricordato la scrittura di Baricco in Oceano Mare, in chiave moderna e meno arzigogolata.
La sintassi e i dialoghi sono ben scritti e il linguaggio medio-alto utilizzato si inserisci egregiamente con il resto.

"Le parole caddero per terra senza che nessuno tentasse di prenderle al volo, come una collana di perle finte da un comò."


Definirlo solo un giallo è assolutamente limitante,poichè spesso l'indagine passa in secondo piano ed ogni presunto indizio viene utilizzato per riflettere su determinati aspetti della vita.

Credo, infatti, sia soprattutto un romanzo di formazione.
Nei pochi giorni durante i quali si svolge la vicenda i nostri amici sono portati a ragionare su loro stessi, effettuando un vero e proprio percorso di crescita personale pagina dopo pagina.

Lettura consigliata a tutti gli amanti dei gialli, un po' bizzarri.
E comunque come il gioco dell'allegria ha funzionato : non smettevo di sorridere durante la lettura.

"Volete sapere cosa mi sta davvero sul cavolo? Volete saperlo? Volete che vi faccia un elenco? Volete davvero saperlo? [..]
Quelli che la mandano per le lunghe, Leo, proprio come te. E visto che ci sono vi dico che altro: quelli che fanno i gemellaggi, avete idea? I posti che si gemellano, e gli amministratori che lo fanno scrivere all'ingresso della loro stronza città: Gemellata con Oulu, e poi sotto specificano Finlandia perchè non c'è un cazzo di nessuno che saprebbe dove sta Oulu, sennò. E poi i genitori, i genitori che appiccicano sul lunotto delle loro merdose macchine Lorenzo a bordo, per farti capire che se li tamponi se come Erode, per tenerti a distanza. Come se a quelli che non hanno l'adesivo potessi sfondargli il paraurti. Conosco coppie senza figli che hanno riempito l'auto di adesivi del genere: spadroneggiare nel traffico con la loro fottuta lezione di civiltà. E i vegani, quando ti impongono il loro punto di vista e se non ti penti della tua dieta sanguinaria sei un mostro. Intransigenti del cazzo.
E i fan di qualcosa, qualunque cosa : delle serie Tv, di una qualche ridicola filosofia orientale. Intransigenti pure loro, malati di mente; e i ritardati che ti affibbiano etichette: Tu sei un tipo emotivo, a guardarti; e quelli che appena li conosci ti chiedono quando sei nato, per via dell'oroscopo, e ti spiegano il tuo carattere in cinque minuti, e tu è quarant'anni che non ci capisci un cazzo.."

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