sabato 18 luglio 2020

Fervore. Recensione #97

Finalmente riesco a pubblicare la recensione di "Fervore". Sono giorni che ci provo, ma la linea non va bene (come succede sempre d'estate!!).
Ringrazio Giulia per avermi donato i suoi due libri. In bocca al lupo per tutto.


Titolo: Fervore
Autore: Giulia  Coppa
Genere: Racconti/Narrativa
Accattivante e spregiudicata: così possiamo definire l’opera di Giulia Coppa, una scrittura fuori dal comune, sia per la forma stilistica – perfetta, scorrevole e piacevolissima alla lettura – sia per la straordinaria capacità di crea-re un contesto narrativo assolutamente coinvolgente, che ben si inserisce in una narrazione nuova, moderna, se non addirittura futuristica. Giulia Coppa attraverso i suoi sei racconti ci introduce in mondi fantastici, ma anche reali, con personaggi fortemente caratterizzati, spietati in un certo qual modo, che sembrano incarnazioni ed epigoni sorti dal lato oscuro dell’agire umano… oppure aperte manifestazioni dell’incontro tra l’io che vorremmo essere e l’immaginifico tocco della morte.

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Spesso mi sono chiesta come mai le raccolte di racconti sono guardate con scetticismo. Credo che il problema principale sia saper scriverne una, perchè non è affatto semplice! Bisogna avere la capacità di immergere in più mondi il lettore in poche pagine.

Ecco, Giulia ha questo talento!
Innanzitutto il punto di forza di questo libro sono le eroine. Ogni racconto è caratterizzato da una donna forte, particolarmente spietata, che inevitabilmente riesce a lasciarti qualcosa o a farti riflettere su un determinato aspetto della vita. Pensate che in poche pagine l'autrice è riuscita a farmi "affezionare" alle sue protagoniste. 
E' stato stupendo passeggiare con loro per i giardini di Villa La Gioiosa, sopravvivere a Panmersa o navigare su un veliero e sbarcare a Nassau.

La mescolanza di genere non mi è dispiaciuta. Nei sei racconti ritroviamo, infatti, alternati mondi reali e surreali presenti, passati e futuri. Tutti, però, molto contemporanei. Le critiche alla società, la riflessione sul tempo e sul destino mi hanno davvero colpita.

Credo che lo stile della scrittrice sia perfettamente equilibrato. Sia i dialoghi che le descrizioni permettono al lettore di immedesimarsi nel racconto. Ciò ha permesso anche una lettura scorrevole: ad ogni fine racconto, ne volevo leggere subito un altro.
Per non parlare dei finali. Ogni volta erano davvero sorprendenti, inaspettati con quella nota grottesca che amo.

Indubbiamente il mio preferito è stato "Il tesoro del Tempo", forse perchè il tempo mi ha sempre affascinata fin da bambina.

"Ogni tanto era triste, ma lei sapeva che, quando la luna umana era storta, quella d'artista avrebbe prodotto meravigliose opere."

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