martedì 14 luglio 2020

L'enigma della camera 622. Recensione #95

“Dear Joel Dicker if you stai leggendo don’t commentare, perchè poi my mother pens che tu marry me.”

Anche vostra madre è così? La mia, l’altra giorno era convinta che l’autore fosse innamorato di me. Perchè?! Perchè ha messo un cuore alla storia in cui l’ho taggato!!
Bando alle ciance, oggi vi porto al Palace de Verbier. 

Titolo: L'enigma della camera 622
Autore: Joel Dicker
Genere: Mystery
Anno: 2020
Pagine: 

Trama: Un fine settimana di dicembre, il Palace de Verbier, lussuoso hotel sulle Alpi svizzere, ospita l’annuale festa di una importante banca d’affari di Ginevra, che si appresta a nominare il nuovo presidente. La notte della elezione, tuttavia, un omicidio nella camera 622 scuote il Palace de Verbier, la banca e l’intero mondo finanziario svizzero. L’inchiesta della polizia non riesce a individuare il colpevole, molti avrebbero avuto interesse a commettere l’omicidio ma ognuno sembra avere un alibi; e al Palace de Verbier ci si affretta a cancellare la memoria del delitto per riprendere il prima possibile la comoda normalità.
Quindici anni dopo, un ignaro scrittore sceglie lo stesso hotel per trascorrere qualche giorno di pace, ma non può fare a meno di farsi catturare dal fascino di quel caso irrisolto, e da una donna avvenente e curiosa, anche lei sola nell’hotel, che lo spinge a indagare su cosa sia veramente successo, e perché, nella camera 622 del Palace de Verbier.

Joel Dicker è un poeta del giallo. Dietro ogni enigma, oltre ogni intreccio, nasconde un po' di sè e in ogni suo romanzo possiamo cogliere alcuni meravigliosi versi.
Questo libro, in particolare, l'ho trovato non solo geniale, ma anche molto intimo. L'autore, infatti, racconta dei suoi esordi, dei suoi successi e dei suoi fallimenti, rivelando tenacia e dedizione.

"Cosa siamo capaci di fare per difendere le persone che amiamo? È da questo che si misura il senso della nostra vita."

So cosa state pensando, anche io come voi avevo dei dubbi a riguardo: riuscirà a convincermi dopo il successo di Harry Quebert?
Ve lo garantisco! Dicker, anche questa volta, vi terrà incollati alle pagine (si, tutte e 632)!!
Fin dalle prime battute vi ritroverete invischiati in tresche clandestine e amori impossibili; sarete coinvolti in una corsa alla presidenza e vi ritroverete ora a tifare per uno, ora per l'altro; insomma, sarete travolti dalle vite dei protagonisti (si anche quella di Macaire, alias Arturito)!

“Secondo Bernard, un ‘grande romanzo’ è un quadro. Un mondo che si offre al lettore, il quale si lascerà catturare da questa immensa illusione creata con colpi di pennello. Il quadro mostra una pioggia e ci si sente bagnati. Un paesaggio glaciale e innevato, e ci si sorprende a rabbrividire.”

Non abbiate timore dei vari salti temporali, Dicker vi guiderà capitolo dopo capitolo e vi porterà in un batter d’occhio alla soluzione dell’enigma. E quando il quadro si rivelerà a voi, resterete a bocca aperta!

"La fotografia è come un amore, un amore vero. È il modo in cui restiamo aggrappati alle cose."

“La verità sul caso Harry Quebert” non si batte. Ma questo è un valido contendente : l’intreccio ben strutturato, il finale sorprendente e l’omaggio commovente al suo editore vi conquisteranno.

“La vita è un romanzo di cui già si conosce la fine: il protagonista muore. La cosa più importante, in fondo, non è come va a finire, ma in che modo ne riempiamo le pagine. Perchè la vita, come un romanzo, deve essere un’avventura. E le avventure sono le vacanze della vita.”

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