Francia. Villa Genevieve.
La seconda indagine di Hercule Poirot si apre con una strana
richiesta di aiuto che porterà il detective belga e il suo amico Hastings a
partire per Merlinville-sur-mar .
Peccato, che sia
troppo tardi e che il nuovo misterioso cliente sia giá morto.
La prima lettura
del 2022 non poteva che essere tinta di giallo. “Aiuto, Poirot!” Era lì in
attesa di essere letto da un po’, insieme agli altri romanzi di una delle
autrice che preferisco “Agatha Christie” e alla fine ho ceduto al suo richiamo.
Ma sapete che non
mi ha convinto del tutto?
Strano, ma questo è il secondo romanzo della Christie (per giunta
letto quasi in seguito all’altro) che non apprezzo del tutto.
Rispetto a “le Due
verità” che forse ho bocciato quasi del tutto, in questa mia ultima lettura
solo metà degli elementi non mi convincevano.
𝐻𝑜 𝑔𝑖𝑎̀ 𝑑𝑒𝑠𝑐𝑟𝑖𝑡𝑡𝑜 𝑎𝑙𝑡𝑟𝑜𝑣𝑒 𝐻𝑒𝑟𝑐𝑢𝑙𝑒 𝑃𝑜𝑖𝑟𝑜𝑡. 𝑈𝑛 𝑜𝑚𝑒𝑡𝑡𝑜 𝑠𝑡𝑟𝑎𝑜𝑟𝑑𝑖𝑛𝑎𝑟𝑖𝑜.
𝑆𝑡𝑎𝑡𝑢𝑟𝑎: 𝑢𝑛 𝑚𝑒𝑡𝑟𝑜 𝑒 𝑠𝑒𝑠𝑠𝑎𝑛𝑡𝑎 𝑐𝑖𝑟𝑐𝑎; 𝑡𝑒𝑠𝑡𝑎 𝑎 𝑓𝑜𝑟𝑚𝑎 𝑑’𝑢𝑜𝑣𝑜, 𝑢𝑛 𝑝𝑜’ 𝑟𝑒𝑐𝑙𝑖𝑛𝑎𝑡𝑎 𝑑𝑎 𝑢𝑛𝑎 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑒; 𝑜𝑐𝑐ℎ𝑖 𝑐𝑜𝑛 𝑟𝑖𝑓𝑙𝑒𝑠𝑠𝑖 𝑣𝑒𝑟𝑑𝑎𝑠𝑡𝑟𝑖 𝑞𝑢𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑒̀ 𝑒𝑐𝑐𝑖𝑡𝑎𝑡𝑜; 𝑏𝑎𝑓𝑓𝑒𝑡𝑡𝑖 𝑖s𝑝𝑖𝑑𝑖 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑚𝑖𝑙𝑖𝑡𝑎𝑟𝑒; 𝑢𝑛’𝑎𝑟𝑖𝑎 𝑑𝑖 𝑑𝑖𝑔𝑛𝑖𝑡𝑎̀ 𝑖𝑚𝑝𝑟𝑒𝑠𝑠𝑖𝑜𝑛𝑎𝑛𝑡𝑒.
𝑆𝑒𝑚𝑝𝑟𝑒 𝑎𝑐𝑐𝑢𝑟𝑎𝑡𝑜 𝑒 𝑝𝑒𝑟𝑠𝑖𝑛𝑜 𝑟𝑎𝑓𝑓𝑖𝑛𝑎𝑡𝑜, 𝑎𝑣𝑒𝑣𝑎 𝑢𝑛𝑎 𝑣𝑒𝑟𝑎 𝑝𝑎𝑠𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑙’𝑜𝑟𝑑𝑖𝑛𝑒 𝑠𝑜𝑡𝑡𝑜 𝑜𝑔𝑛𝑖 𝑓𝑜𝑟𝑚𝑎.
𝑉𝑒𝑑𝑒𝑟𝑒 𝑢𝑛 𝑜𝑔𝑔𝑒𝑡𝑡𝑜 𝑓𝑢𝑜𝑟𝑖 𝑝𝑜𝑠𝑡𝑜, 𝑜 𝑢𝑛𝑎 𝑚𝑎𝑐𝑐ℎ𝑖𝑎 𝑑𝑖 𝑝𝑜𝑙𝑣𝑒𝑟𝑒, 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑐𝑜𝑠𝑎 𝑑𝑖 𝑑𝑖𝑠𝑜𝑟𝑑𝑖𝑛𝑎𝑡𝑜 𝑛𝑒𝑙𝑙’𝑎𝑏𝑏𝑖𝑔𝑙𝑖𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑐𝑢𝑛𝑜 𝑙𝑜 𝑡𝑜𝑟𝑚𝑒𝑛𝑡𝑎𝑣𝑎 𝑓𝑖𝑛𝑐ℎ𝑒́ 𝑛𝑜𝑛 𝑟𝑖𝑢𝑠𝑐𝑖𝑣𝑎 𝑎 𝑐𝑎𝑙𝑚𝑎𝑟𝑠𝑖 𝑝𝑜𝑛𝑒𝑛𝑑𝑜𝑣𝑖 𝑟𝑖𝑚𝑒𝑑𝑖𝑜. “𝐿’𝑂𝑟𝑑𝑖𝑛𝑒” 𝑒 “𝐼𝑙 𝑀𝑒𝑡𝑜𝑑𝑜”, 𝑒𝑐𝑐𝑜 𝑖 𝑠𝑢𝑜𝑖 𝑖𝑑𝑜𝑙𝑖.
𝑀𝑎𝑛𝑖𝑓𝑒𝑠𝑡𝑎𝑣𝑎 𝑢𝑛 𝑐𝑒𝑟𝑡𝑜 𝑑𝑖𝑠𝑝𝑟𝑒𝑧𝑧𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑙𝑒 𝑝𝑟𝑜𝑣𝑒 𝑡𝑎𝑛𝑔𝑖𝑏𝑖𝑙𝑖, 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑙𝑒 𝑡𝑟𝑎𝑐𝑐𝑒 𝑑𝑒𝑖 𝑝𝑎𝑠𝑠𝑖 𝑜 𝑙𝑎 𝑐𝑒𝑛𝑒𝑟𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑠𝑖𝑔𝑎𝑟𝑒𝑡𝑡𝑒 𝑒 𝑠𝑜𝑠𝑡𝑒𝑛𝑒𝑣𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑒𝑠𝑠𝑒 𝑑𝑎 𝑠𝑜𝑙𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑎𝑣𝑟𝑒𝑏𝑏𝑒𝑟𝑜 𝑚𝑎𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑠𝑒𝑛𝑡𝑖𝑡𝑜 𝑎 𝑢𝑛 𝑝𝑜𝑙𝑖𝑧𝑖𝑜𝑡𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑟𝑖𝑠𝑜𝑙𝑣𝑒𝑟𝑒 𝑢n 𝑝𝑟𝑜𝑏𝑙𝑒𝑚𝑎.
𝑃𝑜𝑖 𝑠𝑖 𝑏𝑎𝑡𝑡𝑒𝑣𝑎 𝑞𝑢𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑠𝑢𝑎 𝑡𝑒𝑠𝑡𝑎 𝑎 𝑢𝑜𝑣𝑜 𝑒 𝑜𝑠𝑠𝑒𝑟𝑣𝑎𝑣𝑎 𝑝𝑟𝑜𝑓𝑜𝑛𝑑𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑠𝑜𝑑𝑑𝑖𝑠𝑓𝑎𝑡𝑡𝑜: «𝐼𝑙
𝑣𝑒𝑟𝑜 𝑙𝑎𝑣𝑜𝑟𝑜 𝑠𝑖
𝑠𝑣𝑜𝑙𝑔𝑒 𝑎𝑙𝑙’𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑛𝑜! 𝐿𝑒
𝑝𝑖𝑐𝑐𝑜𝑙𝑒 𝑐𝑒𝑙𝑙𝑢𝑙𝑒 𝑔𝑟𝑖𝑔𝑖𝑒! 𝐴𝑚𝑖𝑐𝑜 𝑚𝑖𝑜, 𝑛𝑜𝑛 𝑑𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖𝑐ℎ𝑖 𝑚𝑎𝑖 𝑙𝑒
𝑝𝑖𝑐𝑐𝑜𝑙𝑒 𝑐𝑒𝑙𝑙𝑢𝑙𝑒 𝑔𝑟𝑖𝑔𝑖𝑒!»
La prima metà del
libro, infatti, mi aveva intrigata e coinvolta nel caso. Nulla da dire sulla
caratterizzazione dei protagonisti e degli indagati. Ho trovato anche originale
e particolare la storia.
Durante la seconda
metà del libro (ed in particolare durante me battute finali) qualcosa si è
rotto: l’evoluzione dei personaggi è eccessivamente snervante (anche la
competizione di Poirot stesso) e la trama arriva a risvolti quasi surreali. Gli
intrecci rendono indubbiamente dinamica la storia, ma sono così contorti e
complicato, che sembra quasi impossibile il tutto.
Tirando le somme
direi che posso dargli 3/5 (e forse per l’affetto per Poirot ho anche
abbondato).Riuscite ad essere oggettivi con gli autori del vostro cuore?
𝐈𝐝𝐞𝐧𝐭𝐢𝐤𝐢𝐭: Hercule Poirot è un poliziotto belga che
nel 1914 si rifugió in Inghilterra come profugo di guerra.
Dal 1916, grazie al caso di Styles Court, ha iniziato la sua
carriera da investigatore privato.
Grazie alle sue celluline grigie riesce a risolvere casi in tutto
il mondo: dall’Europa al Medio Oriente e persino durante i suoi viaggi in
treno.
Il suo metodo di
indagine è infallibile ed è basato sull’ordine e il metodo.
Ha solo una grande fobia: attraversare il mare.
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