“Quando scrivi doni inevitabilmente qualcosa di te.” “L’amore non suona al citofono” di Alessandra Lentini, edito Butterfly Edizioni, racconta la storia di Viola, una sognatrice ad occhi aperti, che scrive per la rivista dalle sfumature romantiche,“Marlène”, e per un blog un po’ ... particolare, “Il Salotto Piccante” (due facce della stessa medaglia, in fondo).
All’alba dei trenta anni, però, questa vita inizia a starle un po’ stretta: vorrebbe cambiare lavoro, sposarsi ed avere dei figli. Non ci sarebbe nulla di sbagliato, anzi. Ma il destino sembra remarle contro. O forse no?!
Credo che con Viola sia stato amore a prima vista.
Mi sono lasciata coinvolgere così tanto dalla sua vita che non riuscivo a staccarmi più dal libro. Così l’ho letto tutto d’un fiato in un solo giorno. Alla fine avevo gli occhi lucidi e uno strano fastidio alla gola, perchè è impossibile non affezionarsi a Viola, Laura, Pucca e persino Jean!
Ciò che rende speciale questo romanzo è, infatti, l’attenzione per i personaggi “secondari”. C’è un mondo dietro Viola collegato dal filo invisibile del destino.
Si è instaurato un legame così forte con i personaggi della storia che durante la lettura mi sentivo come a casa. Tanto da spezzarmi il cuore con il capitolo 44 (ma per questo lascio correre, non perdono l’autrice invece per l’ultimo capitolo).
“La zia Peppa ce lo diceva da ragazzine e ha continuato a farlo da adulte: “mai mettersi contro il destino. Ha armi più forti delle nostre”.
Trovo che lo stile di Alessandra sia molto equilibrato: scorrevole, ironico e con la giusta dose di romanticismo (che per una che non legge molti romanzi rosa è davvero perfetto). Il mix di forti emozioni e situazioni imbarazzanti ("Hulk Spacca!") trasformano Viola nella perfetta protagonista di commedie romantiche, rendendo la lettura molto piacevole e divertente. La scrittura dell’autrice mi ha ricordato un po’ Stefania Bertola (una delle mie autrici preferite), ma con meno assurdità.
“Le perdite, di tutti i tipi, cambiano qualche meccanismo dentro di te e, se non fai qualcosa, rischi di impazzire”.
L’amore non suona al citofono è dunque un romanzo ironico che riesce a coinvolgere il lettore con un pizzico di magia (e anche un po’ di follia) in una romantica passeggiata a Torino.
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