giovedì 1 marzo 2018

La verità sul caso Harry Quebert. Recesione #27


Salve a tutti Readers e bentornati sul mio blog.
Oggi è una splendida giornata qui: abbiamo iniziato il mese di marzo con il piede giusto!
Devo rettificare il post precedente, nel quale vi dicevo che "La Piccola Parigi" sarebbe stato l'ultimo libro recensito e letto del mese di febbraio.
Mi sbagliavo, piochè il libro "La verità sul caso Harry Quebert" di Joel Dicker mi ha assolutamente rapita.
Infatti, l'ho letto in poco più di 4 giorni, rientrando nel Wrap Up di Febbraio.

TRAMA: Estate 1975. Nola Kellergan, una ragazzina di 15 anni, scompare misteriosamente nella tranquilla cittadina di Aurora, New Hampshire. Le ricerche della polizia non danno alcun esito. Primavera 2008, New York. Marcus Goldman, giovane scrittore di successo, sta vivendo uno dei rischi del suo mestiere: è bloccato, non riesce a scrivere una sola riga del romanzo che da lì a poco dovrebbe consegnare al suo editore. Ma qualcosa di imprevisto accade nella sua vita: il suo amico e professore universitario Harry Quebert, uno degli scrittori più stimati d'America, viene accusato di avere ucciso la giovane Nola Kellergan. Il cadavere della ragazza viene infatti ritrovato nel giardino della villa dello scrittore, a Goose Cove, poco fuori Aurora, sulle rive dell'oceano. Convinto dell'innocenza di Harry Quebert, Marcus Goldman abbandona tutto e va nel New Hampshire per condurre la sua personale inchiesta. Marcus, dopo oltre trent'anni deve dare risposta a una domanda: chi ha ucciso Nola Kellergan? E, naturalmente, deve scrivere un romanzo di grande successo.

Questo è il tipico libro che divide a metà il popolo dei lettori: c'è chi dice che è un libro stupendo, un thriller mozzafiato e chi, invece, crede che il libro sia da buttare, che sia banale e che non valga la pena di essere letto.
Adoro leggere i libri di questo genere, poichè mi diverte constatare da quale parte pende l'ago della mia bilancia.
Poichè per me esistono un miliardo di sfumature di colore, oltre che al nero e/o bianco, vi racconto cosa ne penso.

La trama è intrigante, non necessariamente originale. Anzi, in alcune parti potrebbe sembrare banale, poichè spesso i personaggi incarnano alcune stereotipi.
Tuttavia, ho letto alcune recensioni negative, nella quale l'autore/autrice asseriva di non riuscire a staccarsi dal libro. Se un libro incuriosisce tanto, allora, un pochino di merito all'autore deve essere dato.

Quindi, mi sembra giusto definirlo un buon thriller : c'è sicuramente di meglio, ma anche di peggio!
I personaggi non sono curati al livello psicologico, questo è certo, ma in fondo, non mi aspettavo un romando alla Patrick McGrath.

Prima di riuscire ad immergermi totalmente nella storia ci sono volute un bel pò di pagine ( quasi 200!), poichè all'inizio è tutto incentrato sulla storia del narratore.
Più volte, durante la lettura ho pensato che Dicker avesse dall'inizio in mente di farne una serie tv e/o un film, poichè mi sembrava nulla lasciato al caso e tutto eccessivamente descritto.
In compenso i produttori della serie tv ispirata a questo libro e con protagonista Patrick Dampsey avranno meno lavoro da fare.

Non mi è piaciuta la ripetizione di alcuni eventi : l'autore, ha infatti, deciso di introdurre estratti dal libro di Harry Quebert e dal libro di Marcus Goldman, il che sarebbe giusto se servisse a riassumere alcune eventi semplificando la lettura. Ma, in realtà,  non fanno altro che ripetere momenti della storia già descritti dallo stesso punto di vista e allo stesso modo, riempiendo pagine e pagine inutilmente.
Questa cosa si ripete spesso in tutte e tre le parti del libro ( il libro è diviso in 3 macro-capitoli ) e mi ha dato un pò fastidio.

Non ho rivisto in Goldman, il narratore e lo scrittore protagonista del libro, l'esaltazione dell'ego di J. Dicker.
Se lo vogliamo vedere da questo punto di vista, allora, bisogna dire che in molte parti lo scrittore viene spesso deriso e criticato : non tutti i protagonisti e gli eventi del libro fanno pensare al "Marcus Formidabile", anzi, al contrario in certi punti mi è sembrato molto ingenuo.

Mentre, un pò assurdo è che tutti gli indagati rispondano alle domande di uno scrittore qualunque che sta indagando su un caso che non gli riguarda, in una cittadina che non conosce.
Però, è la stessa cosa che succede con "La signora in giallo", quindi, ci può stare.

In qualunque caso su  GoodReads ho assegnato a questo libro tre stelline su cinque.

Spero che la mia recensione possa aiutarvi.
Vi auguro una buona lettura.
A presto!

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