Buongiorno lettori e bentornati nel mio Salotto Emergente, la rubrica del venerdì dedicata alla presentazione di nuovi autori.
Oggi conosciamo meglio lo scrittore Stefano Giannotti.
Se ne volete sapere di più vi rimando al link della recensione del suo primo libro :
http://portolibresco.blogspot.it/2017/12/alla-ricerca-dellisola-perduta.html
Presentati : dove sei nato e cresciuto?
Presentati : dove sei nato e cresciuto?
Mi chiamo Stefano Giannotti e abito da venti anni a Empoli.
Sono nato però in riva al mare precisamente a Piombino in provincia di Livorno,
una città su un promontorio che punta l’isola d’Elba.
Ai tempi del liceo sognavo di scrivere canzoni, piccole
storie in rima la cui metrica lasciava a desiderare ma che a distanza di anni
mi appaiono terribilmente brutte. Un giorno una persona mi disse che ci sono
studi avanzati per memorizzare in digitale la memoria umana. Questa cosa mi
colpì, mi resi conto che tante nozioni, informazioni, sensazioni erano segrete
in me. La scrittura era un modo di proporre ad altri questi miei sentimenti.
Era mia intenzione scrivere un romanzo che parlasse di
libri e che fosse meno intimistico del primo libro. Partendo da una frase di
Ettore Scola ho iniziato a creare la storia che poi ha finito per essere
l’ennesimo atto di gratitudine verso la mia città, sognavo di rendere il
sentimento allo stesso modo di Borges per Buenos Aires o Izzo per Marsiglia.
È difficile parlare di punti di forza, preferisco parlare
di ciò che emerge nella lettura, vale a dire l’amicizia goliardica che vivo
tutti i giorni e il mio rimorso più grande di non aver mai lavorato in una
libreria.
Messaggi
ne vorrei mandare tanti e spero siano raccolti, dal desiderio di leggere a
quello di amare le proprie radici.
Oltre a essere uno scrittore, sei anche un lettore? Se sì,
quale romanzo definiresti senza dubbio il tuo preferito?
Sceglierne soltanto uno non è così semplice ma se sono
obbligato dico "La recherche" di Proust, nessun romanzo mi ha mai dato sensazioni
così piacevoli.
Il mio
primo libro si intitola "Alla ricerca dell’isola perduta". È un flusso di coscienza che il protagonista
fa sulla sua vita affrontando molti temi anche metafisici in un viaggio a metà
strada tra il reale e il sogno. Ho ricevuto molti commenti positivi anche da
persone giovani e questo mi ha reso felice. A breve uscirà una silloge di
poesie dal titolo "Fermento di Falesia", piccole storie in metrica dedicate
ancora una volta a Piombino.
Io non sono capace di inventare personaggi, infatti sono
tutte persone esistenti. Kate racchiude le qualità di tutte le donne che ho
conosciuto e ammetto di esserne innamorato, come lo sono di Anna Karenina e
spero che stiano bene assieme, ma questo è un mezzo spoiler . .
A quelli che
amano il mare, ai romantici, a chi non ha paura di esprimere i propri
sentimenti, a chi come me ha un animo malinconico e cerca nei libri quello che
la vita non fornisce a sufficienza.
Se dovessi scegliere un piccolo estratto, una parte
che ti sta a cuore o un semplice aforisma di un tuo romanzo, quale
sceglieresti?
"Questo racconto non aveva nessuna
ambizione di diventare quello più venduto al mondo, voleva forse essere un modo
per fuggire a una realtà che spesso e volentieri fa soltanto male. In fondo
protagonista, scrittore, lettore possono sentirsi soli, e in questa
combinazione vogliono trovare un po’ di compagnia, un’arma contro la solitudine
che li attanaglia e dalla quale non riescono a fuggire. Allora il romanziere ti dice, a
te ascoltatore, che anche Andrea cercherebbe in un libro, scritto o letto,
attimi di serenità per ritornare in tempi brevi in uno spazio al di fuori del
tempo, perché lettore avrai certamente capito che Andrea ha il tuo volto e
quello del narratore, è il nostro specchio e non vediamo l’ora, in faccia a
tutto il mondo, di salire sul Pequod e raggiungere, finalmente, l’isola
perduta."
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