sabato 9 giugno 2018

L'umiltà è la chiave del successo! Il Salotto Emergente #6

Buongiorno lettori e bentornati nel mio Salotto Emergente, la rubrica del venerdì dedicata alla presentazione di nuovi autori.
Oggi conosciamo meglio la scrittrice Olimpia Petruzzella.
Se ne volete sapere di più sul suo romanzo "Il Peso delle Parole" vi lascio il link della segnalazione : 

http://portolibresco.blogspot.com/2018/06/il-peso-delle-parole-segnalazione-1.html

Come è nata la passione per la scrittura?

Ciao e grazie per lo spazio. La passione per la scrittura è nata leggendo "Piccole donne". Avevo 6 anni e volevo essere Jo. Ovviamente poi, crescendo, la scrittura è diventata un'altra cosa. Diciamo che mi ha salvato al liceo, durante un brutto periodo. E adesso cerco di svolgerla professionalmente su vari livelli: sceneggiatura, narrativa, giornalismo, ecc...

Da cosa hai preso ispirazione per il tuo romanzo “Il peso delle parole”?

Per "Il Peso delle Parole" ho preso ispirazione dalla vita reale di tutti i giorni. Tutte le storie tendono a essere realistiche, a rispecchiare alcuni aspetti della quotidianità delle persone. Non a caso i personaggi sono davvero persone che potreste incontrare per strada o al supermercato.
Per un paio di personaggi, poi, ho preso ispirazione da una coppia gay inglese di attori che seguo tantissimo. Ovviamente tutto quello che ho scritto è inventato, ma loro mi hanno ispirata tantissimo.

È il tuo primo romanzo?
E' il primo romanzo che ho pubblicato, ma è il secondo che ho scritto. Il primo lo sto riscrivendo proprio ora!

Che bello! Già lavori ad un progetto futuro. Qualche spoiler?!

È un romance, anche se prevede sempre storie che si intrecciano. Racconta la storia di due amici, che sono innamorati tra di loro, ma la tempistica non è il loro forte e praticamente quando è pronto uno non lo è l'altra e viceversa…

A quale tipo di lettori consiglieresti la lettura del "Il Peso delle Parole" ?

Ha un target molto ampio, è adatto a ogni tipo di lettore, dai 12-14 anni in su, magari, perché affronta comunque tematiche come l'alcolismo che non so quanto siano adatte a un pubblico molto piccolo come età.

Trovo questa cover molto bella. L'hai scelta tu? Come è nata? E in che modo rappresenta il romanzo?

Se n'è occupata la casa editrice. La cover è stata realizzata da Livia De Simone Art sotto la guida di Francesca Pace. Rappresenta il romanzo sia perché a Londra è ambientata una parte cospicua della storia (che si svolge anche tra Molfetta e Roma) e ben quattro dei sei personaggi principali vivono o sono originari di Londra, sia perché l'utilizzo della tecnica dello sfuocato dà proprio l'idea delle vite che passano, che si sfiorano, che si intrecciano, che è proprio la base del romanzo.

Ho letto nella tua biografia che suoni il violino. Quanto è importante la musica per la scrittura dei tuoi libri?

Ho iniziato a studiare musica a tre anni, quindi è davvero una parte di me. In questo romanzo, la musica è molto importante, specie dal momento che uno dei personaggi principali, Sean, è un ex violinista che qualche anno prima ha mollato le scene, apparentemente senza motivo...

Più in generale, di solito ascolto musica classica mentre scrivo, perché mi rilassa e mi aiuta.

Mi indicheresti un brano da ascoltare che, secondo te, identifichi al meglio il tuo/la tua protagonista?

Certo! Il concerto per violino e orchestra in C Major op. 48 di Kabalevsky!

Quanto c’è di autobiografico nel tuo romanzo?

Di autobiografico c'è parecchio. Il mio rapporto con il violino e i motivi che mi hanno spinto a lasciare, il bullismo subito a scuola, la mia determinazione quando voglio raggiungere un obiettivo e anche la voglia di scappare e andare via.

In questo romanzo ci sono diversi personaggi. Quanto conta l'introspezione nelle tue storie?

Sì, "Il Peso delle Parole" è un romanzo corale. L'introspezione conta tantissimo, perché di base le mie trame sono costituite dagli intrecci tra i vari personaggi. Sono tutte storie comuni, i personaggi sono alle prese con problemi comuni, quindi quello che rende il tutto interessante è proprio vedere loro come si relazionano a quei problemi. Proprio per questo uso la terza persona e cambio spesso punto di vista!

Se dovessi scegliere un piccolo estratto, una parte che ti sta a cuore o un semplice aforisma del tuo romanzo , quale sceglieresti?

L'estratto che scelgo sempre è questo qui: è stato letto dalla bravissima Andrea M. Torre.
https://www.youtube.com/watch?v=2LhIlf8oRzY

C'è qualche tuo personaggio che non sopporti?

Non sopportare no. Mi scontro parecchio con i personaggi di Mark e Diana perché sono molto simile a loro, però in fondo gli voglio un sacco bene (però non diteglielo, SOPRATTUTTO A MARK CHE POI SI MONTA LA TESTA!)

Immagina : Carnevale. Da cosa si vestirebbero i personaggi del tuo romanzo?
Questa è difficile! Allora, vediamo... Diana penso che si vestirebbe da Sherlock Holmes versione vittoriana. Probabilmente copierebbe il costume di Holmes nella serie Granada, perché è il più fedele.
Vanessa andrebbe vestita da Rossella O'Hara, FIGHT ME ON THIS!
Mark si veste e si trucca da IT!
Michael penso che sceglierebbe un bel Pierrot.
Logan si veste in Drag, probabilmente pure lui da Rossella O'Hara, e poi sfotterebbe tantissimo Vanessa, perché lui si crede più figo in quelle vesti!
Sean non si veste. Ma manco per sogno. Probabilmente resta proprio a casa e Diana sbuffa perché è sprisciato.

Ti piacerebbe vedere tradotto il tuo libro in lingua inglese? Pensi che il panorama editoriale estero sia un trampolino di lancio più favorevole rispetto a quello italiano? Oppure la concorrenza sarebbe ancora più massiccia?

ADOREREI che il mio romanzo venisse tradotto in inglese, ma più che altro perché vorrei regalarlo a un paio di persone che spero lo leggano. Sono persone che mi hanno ispirato alcuni dei personaggi del romanzo e quindi niente, sarebbe una figura di merda atroce, ma ho perso la dignità tanto tempo fa, quindi...

Per quanto riguarda il discorso del mercato, dipende. Può essere sia una risorsa sia un rischio. Perché il mercato inglese/americano è saturo. E questo è poco ma sicuro. Ci sono ancora più libri in inglese, tra quelli scritti in lingua inglese e quelli tradotti, quindi diciamo che bisognerebbe fare una campagna di marketing pazzesca, altrimenti non so quanto il costo valga l'impresa…

Quali sono state, ad oggi, le maggiori soddisfazioni che ti ha dato il romanzo? E hai avuto anche esperienze negative?

Guarda, a Torino è stato bellissimo vedere la gente che si fermava davanti al mio romanzo, lo prendeva per leggere la trama e lo comprava dopo aver parlato cinque minuti con me! Ancora non ci credo che è successo davvero! Poi mi sono arrivate alcune recensioni che mi hanno fatta piangere da quanto sono belle. Sia pubblicate da blog sia private da lettori!

Per il momento non ho avuto esperienze negative. Ho avuto una piccola critica in una recensione in un blog, ma alla fine la recensione era approfondita e anche positiva, e tra l'altro quoto pure abbastanza quello che hanno detto, quindi in realtà sono stata molto contenta anche in quel caso!

Dopo aver messo la parola fine a un libro torni subito a scrivere o ti concedi un periodo di relax mentale?

Diciamo che non stacco praticamente mai. Solo che non scrivo solo narrativa, ma anche sceneggiatura e altro, quindi di solito alterno.

Sicuramente frequenterai diversi gruppi tipo il nostro, dove un autore può farsi un po' di pubblicità. Da autrice, cosa gradisci nei gruppi che frequenti e cosa invece non sopporti?

Mi piace sicuramente l'interazione con gli altri autori, leggere dei loro personaggi o gli estratti o le risposte a determinati argomenti di discussione. Non mi piace, invece, lo spam compulsivo senza manco una piccola presentazione o gli attacchi gratuiti.

Ti è mai capitato di immaginare finali diversi per film o libri poco soddisfacenti?
Sì! Del resto sono una grande estimatrice delle fan-fiction, le leggo e le scrivo, quindi mi piace entrare nelle storie degli altri e modificarle a mio piacimento. Il che non significa non rispettare l'opera, ma anzi amarla così tanto da volerla fare propria.

Il caso più eclatante per me è la quarta stagione di Sherlock che non ho digerito. So esattamente come vorrei che finisse e sto costruendo la mia quarta stagione alternativa!

Quale genere preferisci e quale non proveresti mai a scrivere?

Il mio genere preferito in assoluto credo sia la narrativa main-stream. Però in realtà leggo di tutto a parte l'horror, perché sono fifona. E non lo scriverei mai proprio per questo motivo!

Quando sei ispirata scrivi di getto o fai delle scalette?

Faccio scalette su scalette! Però non sono mai rigide. Se mi rendo conto che qualcosa va cambiata, la cambio senza troppi problemi e rivedo tutta la scaletta!

Secondo il tuo punto di vista è meglio pubblicare self o optare per una casa editrice?
Penso sinceramente che non ci sia un meglio. Sono due realtà diverse che hanno i loro pro e i loro contro. E penso che ogni autore abbia esigenze diverse. Chi vuole avere sotto controllo tutti gli aspetti del proprio libro è meglio che vada in self, mentre chi preferisce essere guidato forse dovrebbe scegliere una casa editrice.
Personalmente appartengo alla seconda categoria, ma mai dire mai!

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