venerdì 27 luglio 2018

Alessandra Leonardi. Il Salotto Emergente #11

Buongiorno lettori e bentornati nel mio Salotto Emergente, la rubrica del venerdì dedicata alla presentazione di nuovi autori.
Oggi conosciamo meglio la scrittrice Alessandra Leonardi.
Se ne volete sapere di più lascio il link della segnalazione del suo ultimo romanzo:


Salve, come ti chiami, di dove sei e cosa fai nella vita?
Salve! Innanzitutto grazie per l’ospitalità sul tuo interessante blog Porto Libresco!
Mi chiamo Alessandra Leonardi, sono nata e vivo a Roma. Nella vita sono una normalissima donna alle prese con gli impicci quotidiani! In questo periodo non lavoro e mi dedico molto alla scrittura e agli altri miei interessi: leggere ovviamente, poi serie tv e, dato che è estate, andare al mare!


Come è nata la tua passione per la scrittura?

Nasce insieme alla lettura, quando ero molto piccola appena mi hanno messo una penna in mano ho iniziato a inventarmi storie illustrate di principesse. Crescendo sono passata alle fan fiction e alle avventure con i miei compagni di classe come protagonisti,  e ho iniziato anche con le poesie. Solo nel 2014 però ho deciso di tirare fuori i  racconti dal cassetto e iniziare a pubblicare.


Cosa ti ha portato a scrivere Oracoli? E da dove è iniziata la tua ricerca?
Oracoli nasce da una mia curiosità riguardo l’ossessiva abitudine nel mondo antico di rivolgersi agli oracoli per conoscere il futuro, sia a livello personale che collettivo. Questo desiderio umano è rimasto immutato nel corso del tempo, anche se sono cambiate, e di molto, le modalità: sin dal medioevo infatti ci si rivolgeva agli astrologi e in seguito ai cartomanti, e l’uomo contemporaneo non è esente da questa necessità. Ho individuato quattro delle più importanti civiltà dell’antichità nell’area mediterranea (Fenici, Etruschi,Greci e Romani) e dopo un’approfondita ricerca su libri, tesi di laurea, consultazione di specialisti e internet ho scritto i quattro racconti che compongono l’antologia.

Se fossi un personaggio del tuo romanzo, quale saresti e perché?
 Direi che potrei essere Marce Ceicna, il protagonista di “Il dono dell’aruspice”, perché pur essendogli capitata una situazione che non comprende, non ama e non desidera, lotta per arrivare alle risposte che cerca.

Indicaci un discorso, una frase o un racconto particolare della tua raccolta a cui sei legata.
Credo che la frase inserita nella quarta di copertina sia quella che rappresenta meglio lo spirito dell’opera:

“ Gli Dei sembrano aiutarci, ci mandano segnali, ci parlano, esigono da noi preghiere e sacrifici, ma alla fine nulla cambia: siamo burattini nelle loro mani capricciose, sempre e comunque. A cosa serve allora conoscere quello che accadrà? A cosa serve dedicare loro le nostre devozioni?"

Copertina favolosa. Hai contribuito nella creazione della cover e in che modo rappresenta la tua storia?
La cover è frutto della collaborazione tra me, l’editore di NPS Alessio Del Debbio e il grafico Fabio Maffia, anche architetto e scrittore. All’inizio pensavo di mettere in copertina il dio Apollo, che presiede al dono della preveggenza ed è un trait d’union dei quattro racconti, ma non abbiamo trovato immagini decenti, allora ci siamo orientati sull’immagine che potete ammirare: è la  vestale Claudia, protagonista dell’ultimo racconto, I Libri Fatali, che osserva il fuoco sacro; le fiamme si trasformano in uccelli, un fortissimo simbolo divinatorio.






Hai scritto altre opere? Se si quali?
Sì, ho scritto numerosi racconti presenti in diverse antologie, tra cui “I mondi del fantasy” e le antologie di Historica; poi il racconto sci fi “Cupole” per la GDS edizioni,  in self il racconto breve fantasy “Alberi”, disponibile gratuitamente in tutti gli store online, “La fine del Tempo, la fine del Mondo”, racconto lungo fantasy edito dalla Collana Starlight di PubGold. Anche diverse mie poesie compaiono in alcune sillogi,tra cui “La pelle non dimentica vol 1” di Le Mezzelane.

Quali sono i libri più importanti, quelli che ti porti dentro, che ti hanno catturato di più nel corso degli anni?
Ci sono diversi libri che mi sono cari; il mio preferito è “Le nebbie di Avalon” di Marion Zimmer Bradley, perché mi ha aperto le porte sul mondo fantasy. Della stessa autrice amo molto anche “La Torcia”, tra i primi esempi di fantasy basato sul mondo mediterraneo e non su quello anglo-sassone. Altri libri che amo: 1984 (Orwell), Fahrenheit 451(Bradbury), Il ritratto di Dorian Gray (Wilde), La neve se ne frega (Ligabue), L’albergo delle donne tristi (M. Serrano),  Il piacere (D’Annunzio).

Parlaci dei tuo progetti futuri.
Sto scrivendo un romanzo storico da un anno e spero di finirlo entro l’estate per poi passare alla revisione; poi ho un’antologia di racconti horror da sistemare sempre entro l’estate. Dovrebbe uscire anche un mio romanzo urban fantasy per ragazzi (8-11 anni) ma ancora non so quando.
Grazie per lo spazio dedicatomi!

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