Buongiorno lettori e bentornati nel mio Salotto Emergente, la rubrica del venerdì dedicata alla presentazione di nuovi autori.
Oggi conosciamo meglio lo scrittore Nicola Maurizio Mercurio.
Se ne volete sapere di più lascio il link della segnalazione del suo ultimo romanzo :
portolibresco.blogspot.com/2018/07/il-figlio-del-mare-segnalazione-8.html
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La prima domanda che ti pongo è; hai mai ricevuto discriminazione per la giovane età? Del tipo "è talmente giovane che il suo romanzo sarà solo per bambini".
Sì, è accaduto. Quando pubblicai il mio primo libro - ma anche prima - ero visto come un ragazzino da molti scrittori. Difatti venni abbastanza criticato per questo, ma penso che porsi dei limiti d'età in questo mestiere sia completamente errato. Io non mi considero arrivato, nonostante il buon successo. Ho ancora da imparare tanto e i migliori insegnanti sono i miei lettori.
Quando hai iniziato a scrivere e perché?
Ho iniziato a scrivere all'età di otto anni, a scuola. A quei tempi mia madre mi lesse "Lo Hobbit", e mi innamorai di Bilbo. Inizia a leggere tantissimo, e lo feci con la Saga di Deltora, "Lo Hobbit" stesso, e altre grandissime lettura. Ho iniziato a scrivere seriamente, con l'idea di pubblicare e fare di questo un mestiere, nel lontano 2013.
Come mai hai scelto questo genere? Come nascono le tue storie?
Allora, ho scelto il fantasy perché penso sia un genere che contiene più generi. Grazie a esso si possono scrivere storie d'amore, di guerra, paura, disperazione, odio e disprezzo; speranza e coraggio, amicizia e consapevolezza. Penso che, grazie a esso, si possa lanciare dei messaggi soprattutto riguardo alla tematiche odierne.
Quali sono gli elementi dark nei tuoi romanzi?
Come ho scritto sopra i miei libri - qualsiasi - parlano soprattutto di tematiche odierne, trattano argomenti come la discriminazione razziale e di genere, oltre che la paura del diverso, dell'ignoto. Raccontano degli spaccati di realtà, ma sanno anche far sognare, innamorare.
Il genere fantasy in Italia, sembra, sottovalutato. Secondo te perché?
Sai, non penso che sia sottovalutato. Credo che sia totalmente snobbato, a volte. A mio parere, alcuni vedono il fantasy come delle storielle per bambini, e sbagliano in toto. Il fantasy è universale, amore, linfa vitale. Insegna, più di un maestro. A volte bisogna solo cercare i libri adatti.
Quale altro genere ti piacerebbe sperimentare?
A me piacerebbe tanto scrivere una serie di romanzi storici sulle Crociate e il nostro Risorgimento. Ambizioso, lo ammetto: ma sarebbe un sogno.
Cosa ti ha spinto a scrivere "La saga dell’ultimo"? Da dove è partita la tua ricerca?
Dunque, "La Saga dell'Ultimo" è stata scritta in un periodo molto triste, il periodo degli attacchi a Parigi, in giro per l'Europa. Il mio intento è stato quello di spiegare cos'è l'odio, come nasce la paura e si evolve in follia. Ma non è solo questo, in realtà.
Questa serie è nata in un giorno d'inverno, col "Signore dei Giusti", e le vicende di Argail di Lytel, un Guardiano dei Draghi.
Il tuo romanzo piacerà sicuramente a tutti quei lettori che…
Che amano leggere, cercano qualcosa di diverso a una semplice storia.
Se dovessi scegliere un piccolo estratto, una parte che ti sta a cuore o un semplice aforisma dei tuoi romanzi , quale sceglieresti?
"«Vita o morte? Non esistono. Gli uomini temono la seconda, ma si dimenticano della prima. Chi muore non vive abbastanza a lungo da morire con dignità, e chi vive non sopravvive abbastanza da poter resistere a ciò che teme per davvero. Mi dici cosa penso della vita e della morte? Sono solo storie che ci vengono raccontate per farci accettare qualcosa di insulso, perché tutti siamo bastardi in vita e tutti diventeremo carogne per i corvi nella morte. Io sono nel mezzo, e non sono ancora stato straziato da un bel niente. E sai perché? Non faccio domande. Uccido e basta.»
Quando lo spaventò per bene, Argail raggiunse la locanda. I due rimasero fuori, ancora attoniti da ciò che aveva detto.
«Non lo credevo così profondo», ammise la spia indicando la porta. «Mi ha sorpreso.»
«Ecco perché lo amo», affermò il nano."
Autore preferito e perché?
Il mio autore preferito è assolutamente Andrzej Sapkowski. Mi ha insegnato ad affinare il mio stile, a comprendere che si può narrare del fantasy anche inserendo delle tematiche delicate, come l'odio e il disprezzo.
Come definisci il tuo stile di scrittura?
Politicamente scorretto, da una parte. Ancora lo devo capire perché è in continua evoluzione e la mia intenzione è solo quella di migliorarmi.
Mi spiace non poterti dare una risposta concreta.
Qual è, se c'è, il filo conduttore del tuo ciclo di romanzi?
Allora, ora è uscito il mio ultimo libro "Il Figlio del Mare", primo volume de "La Trilogia dell'Ombra". Io consiglio di iniziare da questo, proseguire poi con "La Saga dell'Ultimo" nonostante sia stata scritta prima (difatti entrambe le serie, comprese le Rose di Elgand) sono ambientate nel mio mondo.
In sintesi:
- Il Figlio del Mare (Trilogia dell'Ombra).
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La Saga dell'Ultimo:
- Il Signore dei Giusti.
- Il Segno del Corvo.
- Le Fiamme di Agasor.
- Lo Spirito di Mervia.
- Il Tramonto dei Giusti.
E poi, in seguito, le Rose di Elgand.
Come scegli i nomi dei tuoi personaggi?
Mi ispiro molto alla mitologia norrena, celtica o germanica, ai nomi inglesi e francesi. E adoro i nomi italiani, come Sabina.
Diciamo che è un gran casino!
In quale dei tuoi personaggi ti immedesimi di più?
In Argail, probabilmente. È il personaggio principale de "La Saga dell'Ultimo"!
Come me ha le sue paure, ma cerca di far di tutto per superarle. In realtà mi immedesimo in tutti i personaggi che ho creato.
Come me ha le sue paure, ma cerca di far di tutto per superarle. In realtà mi immedesimo in tutti i personaggi che ho creato.
Hai la possibilità di portare in vita un tuo personaggio. Chi scegli e perché?
Probabilmente sceglierei di portare in vita Argail di Lytel. A lui devo molto, soprattutto in questi tre anni. Sono accadute cose spiacevole nella vita al di fuori dei libri e lui era sempre al mio fianco. Lo è ancora, nonostante io abbia concluso le sue vicende.
Ma potrei scrivere qualcos'altro su di lui. Diciamo che è nella lista delle cose da fare.
Ho visto che hai scelto cover molto particolari, le trovo belle e sicuramente adatte al genere. Come le scegli? Ti fai consigliare oppure hai ben in mente già dall'inizio come devono essere? Quanto conta la cover per una buona riuscita nelle vendite? Anche l'occhio vuole la sua parte?
Sì, l'occhio vuole la sua parte. Normalmente mi faccio consigliare sempre da qualcuno, come la mia migliore amica. Ho avuto molta fortuna a trovare delle bellissime illustrazioni. A me piace tanto sia quella per "Il Signore dei Giusti" che per "Il Figlio del Mare", mio ultimo lavoro.
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