Oggi conosciamo meglio la scrittrice Elena Covani.
Se ne volete sapere di più vi lascio il link della segnalazione del suo ultimo romanzo:
Parliamo un po’ di Te :
Cosa fai nella vita?
Ciao
Emily, nella vita faccio il lavoro più temuto di tutti dopo l’agente delle
entrate: sono un dentista! Ma, come dico sempre: giuro, sono comunque una bella
persona! Scherzi a parte mi divido tra il lavoro, due meravigliosi bambini e la
palestra. E nel mezzo, ovviamente, la scrittura, che è la mia valvola di sfogo.
Quanto è difficile far
conciliare passione e lavoro?
In
realtà è molto difficile, spesso il quotidiano ti assorbe completamente e
vorresti quasi rinunciare a metterti al computer per scrivere. La verità è che
senza la scrittura la mia vita sarebbe incompleta, quindi cerco sempre di
ritagliarmi un piccolo spazio, magari tra un paziente e l’altro, o la sera
quando metto a letto i bambini, in cui mi immergo nel silenzio e nel ticchettio
dei tasti.
Quando ero alle
elementari. La folgorazione me l’ha data il libro “Le pietre magiche di
Shannara”. Dopo averlo letto presi un quaderno celeste
a righe e
cominciai a scrivere la mia prima storia, che parlava di un principe elfo che
si trovava suo malgrado a combattere per la sua terra.
Cosa ti ha spinto a
scrivere "Valencia"?
L’amore
patologico che provo verso questa città. Da quando ho vissuto là non sono più riuscita
a staccarmene, ogni anno devo tornare per almeno qualche giorno a casa, nella “mia
Valencia”, altrimenti vado in crisi d’astinenza! Anni fa, durante uno di questi
viaggi, ho sentito di dover dimostrare in qualche modo la mia gratitudine e il
mio amore per questa città. Stavo passeggiando per il Carmen, la città vecchia,
e la storia di José mi è apparsa davanti agli occhi.
Come mai hai scelto il
genere “Urban Fantasy”?
È il genere che
mi è sempre appartenuto di più. Fin da piccola prediligevo le storie di genere
fantastico, il primo libro che ho letto è stata “La storia infinita”, e anche
da adulta tra un genere e l’altro non mi faccio mai mancare un romanzo fantasy.
Quale messaggio si cela
dietro il tuo romanzo?
Nella
storia si parla dell’importanza dei legami, sia con la propria terra che con le
persone che appartengono alla nostra vita, della libertà di scegliere il
proprio futuro e di non dover accettare la verità degli altri come un dogma,
perché spesso si rivela sbagliata.
Come sono nati i tuoi
personaggi e qual è il tuo preferito?
Il mio
personaggio preferito in assoluto è Baptista, il mentore di José. È il tipico
uomo Valenciano, ama il calcio, la siesta e la vita serena, ma quando serve è concreto
e ha dedicato tutta la sua vita alla sua passione: la scienza.
È una
personaggio a tratti spensierato, ma quando serve è la roccia su cui tutti si
aggrappano.
Se dovessi utilizzare
tre aggettivi per descrivere il tuo romanzo quale utilizzeresti?
Dinamico,
un po’ dark e sicuramente molto caliente!
Hai scritto altri libri?
Se si quali?
Ho scritto una
commedia rosa, si intitola “una canzone all’improvviso”, è ambientata in
Versilia, dove vivo. È la storia di Cassandra e delle sue amiche che, in un’estate
un po’ particolare, vedranno le loro vite capovolgersi. Parla di nuovi amori e
di coppie scoppiate, di feste, musica e spiagge, con in sottofondo una colonna
sonora molto particolare.
Quali sono i tuoi
progetti per il futuro?
Sto
lavorando al seguito dei Fuochi di Valencia, che dovrebbe uscire il prossimo
anno,ma ho anche un altro romanzo, sempre fantasy, al quale dovrò decidere a
rimettere le mani. Tante cose da fare e mille idee da mettere in pratica.
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