venerdì 2 novembre 2018

Elena Covani. Il Salotto Emergente #14

Buongiorno lettori e bentornati nel mio Salotto Emergente, la rubrica del venerdì dedicata alla presentazione di nuovi autori.
Oggi conosciamo meglio la scrittrice Elena Covani.
Se ne volete sapere di più vi lascio il link della segnalazione del suo ultimo romanzo:

Parliamo un po’ di Te : Cosa fai nella vita?

Ciao Emily, nella vita faccio il lavoro più temuto di tutti dopo l’agente delle entrate: sono un dentista! Ma, come dico sempre: giuro, sono comunque una bella persona! Scherzi a parte mi divido tra il lavoro, due meravigliosi bambini e la palestra. E nel mezzo, ovviamente, la scrittura, che è la mia valvola di sfogo.


Quanto è difficile far conciliare passione e lavoro?

In realtà è molto difficile, spesso il quotidiano ti assorbe completamente e vorresti quasi rinunciare a metterti al computer per scrivere. La verità è che senza la scrittura la mia vita sarebbe incompleta, quindi cerco sempre di ritagliarmi un piccolo spazio, magari tra un paziente e l’altro, o la sera quando metto a letto i bambini, in cui mi immergo nel silenzio e nel ticchettio dei tasti.

Quando è nata la tua passione per la scrittura
Quando ero alle elementari. La folgorazione me l’ha data il libro “Le pietre magiche di Shannara”. Dopo averlo letto presi un quaderno celeste a righe e cominciai a scrivere la mia prima storia, che parlava di un principe elfo che si trovava suo malgrado a combattere per la sua terra.

Cosa ti ha spinto a scrivere "Valencia"?
L’amore patologico che provo verso questa città. Da quando ho vissuto là non sono più riuscita a staccarmene, ogni anno devo tornare per almeno qualche giorno a casa, nella “mia Valencia”, altrimenti vado in crisi d’astinenza! Anni fa, durante uno di questi viaggi, ho sentito di dover dimostrare in qualche modo la mia gratitudine e il mio amore per questa città. Stavo passeggiando per il Carmen, la città vecchia, e la storia di José mi è apparsa davanti agli occhi.

Come mai hai scelto il genere “Urban Fantasy”?
È il genere che mi è sempre appartenuto di più. Fin da piccola prediligevo le storie di genere fantastico, il primo libro che ho letto è stata “La storia infinita”, e anche da adulta tra un genere e l’altro non mi faccio mai mancare un romanzo fantasy.

Quale messaggio si cela dietro il tuo romanzo?
Nella storia si parla dell’importanza dei legami, sia con la propria terra che con le persone che appartengono alla nostra vita, della libertà di scegliere il proprio futuro e di non dover accettare la verità degli altri come un dogma, perché spesso si rivela sbagliata.

Come sono nati i tuoi personaggi e qual è il tuo preferito?
Il mio personaggio preferito in assoluto è Baptista, il mentore di José. È il tipico uomo Valenciano, ama il calcio, la siesta e la vita serena, ma quando serve è concreto e ha dedicato tutta la sua vita alla sua passione: la scienza.
È una personaggio a tratti spensierato, ma quando serve è la roccia su cui tutti si aggrappano.

Se dovessi utilizzare tre aggettivi per descrivere il tuo romanzo quale utilizzeresti? 
Dinamico, un po’ dark e sicuramente molto caliente!

Hai scritto altri libri? Se si quali?
Ho scritto una commedia rosa, si intitola “una canzone all’improvviso”, è ambientata in Versilia, dove vivo. È la storia di Cassandra e delle sue amiche che, in un’estate un po’ particolare, vedranno le loro vite capovolgersi. Parla di nuovi amori e di coppie scoppiate, di feste, musica e spiagge, con in sottofondo una colonna sonora molto particolare. 

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Sto lavorando al seguito dei Fuochi di Valencia, che dovrebbe uscire il prossimo anno,ma ho anche un altro romanzo, sempre fantasy, al quale dovrò decidere a rimettere le mani. Tante cose da fare e mille idee da mettere in pratica.

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