Buongiorno lettori e bentornati sul mio blog, oggi vi parlo di una lettura carina, da fare senza pretese.
Titolo: L'allieva
Autore: Alessia Gazzola
Genere: Giallo
Editore: Longanesi
Anno: 2016
Pagine: 376
Descrizione: Alice Allevi è una giovane specializzanda in medicina legale. Ha ancora tanto da imparare e sa di essere un po' distratta, spesso sbadata. Ma di una cosa è sicura: ama il suo lavoro. Anche se l'istituto in cui lo svolge è un vero e proprio santuario delle umiliazioni. E anche se i suoi superiori non la ritengono tagliata per quel mestiere. Alice resiste a tutto, incoraggiata dall'affetto delle amiche, dalla carica vitale della sua coinquilina giapponese, Yukino, e dal rapporto di stima, spesso non ricambiata, che la lega a Claudio, suo collega e superiore (e forse qualcosa in più). Fino all'omicidio. Per un medico legale, un sopralluogo sulla scena del crimine è routine, un omicidio è parte del lavoro quotidiano. Ma non questa volta. Stavolta, quando Alice entra in quel lussuoso appartamento romano e vede il cadavere della ragazza disteso ai suoi piedi, la testa circondata da un'aureola di sangue, capisce che quello non sarà un caso come gli altri. Perché stavolta conosce la vittima.
Ho acquistato il libro quasi a scatola chiusa, poichè lo stile dell'autrice, con il suo libro "Non è la fine del mondo", mi aveva assolutamente conquistata.
E devo dire che con quest'altro romanzo, resto della convinzione che la scrittura della Gazzola sia estremamente nelle mie corde : ha un ottimo ritmo, la lettura risulta scorrevole, frizzante e simpatica.
Ciò che proprio non ho apprezzato è, purtroppo, la protagonista : Alice Allevi ha un grado di inettitudine eccessivo, le manca la determinazione e la tenacia che una giovane donna, specializzanda in medicina legale e aspirante detective, dovrebbe assolutamente avere.
Altrimenti, alcuni atteggiamenti non si spiegano!
Non a caso in alcuni capitoli la protagonista sembra avere una doppia personalità (ed è così evidente che anche l'ispettore che indaga sull'omicidio Valenti alla fine del libro glielo fa notare).
Possibile che la più ingenua, sfortunata e credulona della storia sia riuscita a svelare l'arcano?
Un'altra cosa che ho trovato snervante è stata la sua promozione all'anno successivo della specializzazione: Alice rischiava di essere bocciata e alla fine del libro viene promossa.
Non ha avuto spirito di iniziativa, non ha sviluppato nessun tipo di progetto per salvare la sua carriera e non ha mostrato un minimo di buona volontà, ad ogni capitolo non faceva che piangersi addosso : tuttavia, è riuscita a superare l'anno grazie all'aiutino di due uomini che (per un motivo ancora sconosciuto) la ritengono speciale!
Certo è che definirlo un "giallo" è assolutamente scorretto: ci sono molto più elementi del genere chick-lit (io direi anche qualche clichè di troppo).
Sono d'accordo con The Books Blender a definirlo un chick-lit dalle vaghe sfumature del giallo.
Ma in realtà, collocarlo nel giusto genere, serve anche alle aspettative : il caso viene trattato davvero poco e solo dal punto di vista di Alice che viene sfruttata, più che altro, dagli indagati (non fa una vera e proprio indagine, ecco!).
Per quanto riguarda la trama non è poi così male : l'omicidio, l'indagine e il movente li ho trovati abbastanza originali, ma il finale?!
Non sto qui a svelarlo, ma l'ho trovato a dir poco assurdo e deludente.
Non voglio solo demolire questo libro : credo sia un libro da leggere sotto l'ombrellone o durante periodi pesanti, quando si è alla ricerca di libri leggeri, scorrevoli e senza pretese.
Ovviamente, sconsiglio la lettura a chi, come me, non ama i protagonisti che si buttano giù e che non riescono ad affrontare un percorso di miglioramento durante la narrazione, ma che , invece, restano fermi lì, senza lottare.

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